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lI Master in "Antropologia pubblica. Pratiche e politiche delle diversità" dell’Università Roma Tre, rappresenta l’esito di un percorso di riflessione pluriennale e intende promuovere la ridestinazione dei saperi antropologici alla comprensione delle dimensioni ed esperienze delle diversità; in particolar modo quelle che sollecitano il welfare territoriale, l’agire comunicativo e la cooperazione internazionale e sono connesse alla globalizzazione, ai processi migratori, ai generi, agli orientamenti sessuali e alle nuove forme di familiarità.

Il Master, istituito per la prima volta in Italia, costituisce un percorso privilegiato, unico nel suo genere, per l’acquisizione di conoscenze, competenze e pratiche indispensabili per tutte quelle figure che operano con le diversità. E’ un corso di primo livello, a cui possono accedere anche le laureate e i laureati di LM e che fornisce 60 CFU.

L’ambito dell’antropologia pubblica è stato introdotto come nuovo paradigma negli Stati Uniti negli anni Duemila, dall’antropologo Robert Borofsky (Public Anthropology), per definire un’antropologia critica che assume le sfide poste dall’attualità offrendone nuove rappresentazioni e definizioni, nonché strumenti più adeguati per comprendere ed agire. Essa prende anche le distanze dall’antropologia applicata perché si pone come obiettivo quello di nutrire la stessa riflessione antropologica discutendo anche dell’emersione dei suoi oggetti.

Ponendosi problemi di interesse pubblico anche dialogando con le altre discipline, essa si rivolge a oggetti e destinatari che trascendono i consueti confini disciplinari, facendo proprie le contraddizioni della globalizzazione contemporanea. Un approccio che interroga innanzitutto i processi di costruzione delle diversità, considerandone la natura stratificata, storica, situata e situazionale, e mira a favorire la convivenza delle differenze, individuando strategie di gestione.

A questo fine il Master si muove nell’ottica di un’antropologia delle policies e della governance, orientamento di ricerca fra i più frequentati in Europa che analizza le trasformazioni del campo politico dall’ideologie alle retoriche, sino ai processi, tra decisioni, implementazioni e retroazioni, osservandole etnograficamente sul terreno e nel quotidiano. Il corso intende per altro assumere il discorso pubblico come terreno di problematicità e ricerca, promuovendo un vocabolario antropologico che possa essere appreso ed usato per trasformare i termini del dibattito e delle politiche pubbliche sui temi della diversità.

In questo senso questa proposta progettuale nasce da un gruppo di studiosi e studiose già impegnati in un dialogo nazionale e internazionale su questi temi e all’interno dei Dipartimenti di Scienze Politiche e Scienze della Formazione, proseguendo quindi il percorso inaugurato dal Master in “Politiche dell’Incontro e Mediazione Culturale” e integrando le esperienze dell’Osservatorio sul razzismo e le diversità “M. G. Favara”.

Il Master è pensato per formare e/o aggiornare professionisti nella gestione e nella valorizzazione delle diversità, progettisti e operatori sociali, cooperanti, educatori, mediatori socioculturali, ovvero tutte quelle figure che intendano approfondire temi e problematiche della globalizzazione contemporanea per come esse ricadono nelle nostre società.